Eredità digitale

La vita di tutti noi, cittadini del XXI° secolo, chi più, chi meno, passa attraverso lo smartphone.
I contenuti personali custoditi nel cloud, cioè foto, messaggi WhatsApp, le email, i documenti che lo smartphone salva automaticamente sui server di Apple o di Google, restano lì anche quando il telefono si rompe, o se ne perde l’accesso perché non abbiamo il PIN di sblocco.

Che cosa vogliamo per l’accesso ai nostri dati personali dopo la nostra morte?

Come la data di oggi ci ricorda (2 novembre), purtroppo a tutti può capitare di morire. Ci sono tre possibilità per l’accesso ai miei dati digitali dopo la mia morte:

1. Non faccio nulla al riguardo. Se i miei legittimi eredi desiderassero accedere alle mie informazioni digitali, ma sono sprovvisti delle mie credenziali perchénon ho lasciato alcuna password/PIN, codice di sblocco o passkey utile, vanno incontro ad un percorso lungo. In particolare gli eredi di utenti Apple devono rivolgersi al Tribunale, con annesse spese legali, per ottenere l’accesso ai dati iCloud. La strada degli eredi di utenti Google, invece, inizia dalla compilazione di una richiesta su una pagina web dedicata.

Sia gli eredi di dispositivi Apple che gli eredi di dispositivi Android possono anche procedere con tentativi di sblocco mediante costosissimi software forensi, il cui successo non è garantito, ma possibile.

2. Nomino un contatto erede per l’accesso ai miei account personali finché sono ancora in vita. Il contatto erede Apple solo dopo la mia morte potrà richiedere l’accesso all’iCloud dell’Apple Account, mentre il contatto erede Android avrà l’accesso ai dati dell’account Google già dopo tre mesi di mia inattività. Zero spese, tempi rapidi.

3. Comunico espresso divieto di accedere ai dati del mio account dopo la mia morte. Non c’è alcuna possibilità di accesso ai miei dati digitali personali per vie giudiziali. Rimane solo l’attacco informatico mediante i costosissimi software forensi.

Un’avvertenza: la richiesta di accesso degli eredi legittimi alle nostre informazioni è molto spesso dettata dal desiderio amorevole di trovare anche solo le ultime foto del familiare, oppure nelle email cruciali informazioni sul patrimonio. Se voglio separare i dati che riguardano il lavoro ed il patrimonio da quelli più intimi della mia vita privata, mi basta avere due account distinti, ad uno collego tutto quello che è interesse dei miei familiari, all’altro account collego tutto ciò che riguarda categorie di dati particolari e che voglio portarmi nella tomba. Associo all’account “ufficiale” un erede digitale, per l’account “segreto” inoltro la dichiarazione di divieto esplicito. Zero spese e tutti tranquilli.

Attenzione: abbiamo qui parlato dei dati in possesso dei fornitori Google ed Apple. Restano fuori i dati in locale (nella memoria dei computer e degli smartphone/iPhone), i codici di sblocco dei dispositivi, la posta PEC, i profili sui social network, le credenziali della banca e altro ancora.